L’insensatezza del cancelliere tedesco Olaf Scholz sta raggiungendo un altro picco di irresponsabilità. Sta infatti valutando di mantenere operativi gli ultimi tre impianti nucleari rimasti attivi in Germania, che avrebbero dovuto essere dismessi entro il prossimo dicembre e da cui al momento il Paese ricava circa il 6% della propria elettricità.
Sembra che la Germania si sia accorta solo adesso che la gran parte del proprio benessere dipende dal gas russo, che nel 2021 ha rappresentato il 55% di tutto il gas importato. E solo adesso si chiede come poterlo sostituire il prossimo inverno.
Prima della decisione di smantellarli, vi erano 17 reattori nucleari, da cui il Paese ricavava circa 1/4 della propria elettricità (da notare che fino al 2010 il re-arricchimento dell’uranio impoverito avveniva proprio in Russia). Tuttavia dopo i disastri di Chernobyl e soprattutto di Fukushima i governi tedeschi avevano giustamente cercato di rendersi completamente autonomi dall’energia nucleare.
Ora, a causa della propria insipienza ideologica, la Germania si vede costretta a fare marcia indietro. E non solo lo vuol fare col nucleare ma anche col carbone, perché sa bene che non potrà bastare il gas naturale liquefatto acquistabile da altri Paesi. Anche perché ad oggi non ha nessun impianto per la rigassificazione.
Infatti il governo vuol riaprire alcune centrali elettriche a carbone che erano state dismesse. Alla faccia dell’intenzione, manifestata negli anni precedenti, di eliminare entro il 2030 l’utilizzo di questo combustibile, che causa le maggiori emissioni di anidride carbonica, principale gas cui si deve il cambiamento climatico.
Quanto ai rigassificatori, il governo ha concluso un accordo per noleggiare quattro navi e per costruire alcuni impianti fissi, ma ci vorrà molto tempo per rendere operativo il tutto: ognuna delle navi dovrà garantire circa l’8,5% del fabbisogno annuo di gas naturale del Paese.
Possibile che il governo tedesco sia così ottuso da non tenere in considerazione né l’impatto ambientale di queste scelte scriteriate, né le possibili reazioni popolari?
Possibile che non sappia che di gas liquefatto al mondo ce n’è relativamente poco? E soprattutto che il principale produttore da cui comprarlo non sono affatto gli Stati Uniti, ma proprio la Russia!
Infatti il Qatar (altro grande produttore) ha già venduto circa il 90-95% della sua disponibilità attuale ad altri Paesi con contratti che variano tra i 10 e i 25 anni. Solo nel 2027 spera di aumentare la sua produzione.
Possibile che gli ecologisti tedeschi non abbiano capito che proprio il gas russo offre la soluzione transitoria meno traumatica per poter investire sull’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili?

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