Segreto d’ufficio sui contratti anti-covid

In Svizzera l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha reso noti sul suo sito i contratti di acquisto dei vaccini anti-Covid di Moderna e di Pfizer/BioNtech, ma molti paragrafi sono stati anneriti e risultano quindi illeggibili.

L’UFSP si è giustificato per iscritto: “Secondo la legge federale sul principio di trasparenza dell’amministrazione, il diritto di accesso a documenti ufficiali non è illimitato. (…) Nonostante i passaggi anneriti, le pubblicazioni offrono all’opinione pubblica informazioni sui contenuti e sugli aspetti normativi dei contratti”.

Resta però il fatto che mancano proprio i punti più rilevanti, come i prezzi delle dosi, il costo totale degli acquisti e le clausole di responsabilità.

In Italia han fatto prima: è segreto di Stato!

Fonte: tvsvizzera.it

Bolla immobiliare quasi in zona rossa

Il pericolo di una bolla immobiliare in Svizzera è ai massimi dal 2016, pur non essendo ancora nella zona rossa.

In media il costo di un appartamento in proprietà è paragonabile al costo del suo affitto in 34 anni.

Naturalmente nelle grandi città i prezzi delle abitazioni di proprietà sono sempre più disaccoppiati dagli affitti e dai redditi delle famiglie.

Il fatto è che i tassi ipotecari salgono, il costo del denaro aumenta, l’inflazione è ai massimi da anni. E la Svizzera è un Paese di inquilini (66%) non di proprietari (34%). In Italia il 92% è proprietario degli immobili censiti dal fisco.

Fonte: cdt.ch

Tagli del personale alla Credit Suisse

Credit Suisse si sta preparando a tagliare migliaia di posti di lavoro in tutto il mondo nell’arco di diversi anni, secondo le informazioni di fonti anonime diffuse da “Bloomberg”.

L’organico a fine giugno comprendeva 51.400 impieghi.

La performance borsistica da inizio dell’anno rimane da dimenticare: -42%.

L’amministratore delegato si è dimesso.

Fonte: cdt.ch

Perdite cospicue alla BNS

La perdita della Banca nazionale svizzera (BNS) nella prima metà di quest’anno è stata la più grande dalla sua fondazione nel 1907.

L’apprezzamento del franco svizzero, il calo dei prezzi delle obbligazioni e il calo del mercato azionario hanno intaccato notevolmente le disponibilità in valuta estera della banca.

Come ha rassicurato la popolazione l’economista di Credit Suisse Maxime Botteron? In una maniera che in Italia non potremmo permetterci: “In quanto banca centrale la BNS è immune da problemi di liquidità, perché può stampare denaro per adempiere ai propri obblighi di pagamento”.

E poi l’anno scorso il presidente Thomas Jordan aveva già detto che realizzare profitti non era l’obiettivo della banca. Il suo obiettivo politico è quello di mantenere l’inflazione al di sotto del 2%. Chissà cosa ne pensano gli azionisti…

Nel giugno di quest’anno la banca centrale ha dovuto però aumentare i tassi d’interesse per controllare l’inflazione. Questo è il primo aumento in 15 anni e se ne prevedono altri.

Intanto il numero due dell’istituto è andato a luglio in pensione anticipata.

Super affari in barba alle sanzioni

Le esportazioni svizzere verso la Russia di turboreattori, turbopropulsori e altre turbine a gas hanno registrato un’impennata negli ultimi due mesi. Macchinari complessi come questi sono articoli che la Russia non può facilmente sostituire con fonti interne. L’Ufficio federale delle dogane non ha rivelato però quali aziende sono incluse nei suoi dati di esportazione.

La stessa UE ha esportato in Russia 110 milioni di euro di turboreattori e 194 milioni di euro di pompe d’aria da gennaio a maggio di quest’anno.

Più in generale il totale delle esportazioni svizzere verso la Russia è aumentato dell’83% circa a giugno rispetto a gennaio, grazie soprattutto alle vendite di prodotti farmaceutici, medicinali, diagnostici e sangue.

Naturalmente questo non vuol dire che i beni di una persona o di una società russa non restino congelati in Svizzera e nella UE. Vuol semplicemente dire che gli affari sono affari.

Fonte: scenarieconomici.it

Print Friendly, PDF & Email

Condividi