Il governo cinese stima in due giorni il tempo che ci vorrebbe alle proprie forze militari per occupare Taiwan.

Al momento l’isola è già circondata da 68 jet e 13 navi da guerra a causa delle prolungate esercitazioni militari. Non ci vuol molto per eliminare le difese costiere, i siti radar e gli aeroporti.

Negli ultimi giorni più di 100 aerei e 10 navi da guerra sono stati al centro delle suddette esercitazioni. Sono già stati sparati una raffica di missili balistici sull’isola. Missili ipersonici come il DF-17 potrebbero essere usati per colpire bersagli mobili in mare. Sciami di droni ad alta tecnologia, un milione di soldati, navi da guerra, sottomarini e bombardieri sono mezzi che Pechino può impiegare tranquillamente in pochissimo tempo.

L’isola potrebbe essere paralizzata finanziariamente, economicamente e operativamente se Pechino estendesse le esercitazioni militari per un periodo sufficientemente lungo.

Un efficace blocco marittimo e aereo fermerebbe tutto l’export taiwanese e interromperebbe gli aiuti da Stati Uniti e Giappone.

Taiwan è già in stato di massima allerta. Teme infatti che se anche Pechino non volesse occupare l’isola, di sicuro occuperebbe le piccole isole della provincia del Fujian, considerandole come parte del proprio territorio.

Alcuni di questi isolotti, abitati da circa 20.000 persone, si trovano a meno di sei miglia dalla Cina continentale. Difficile pensare che gli USA interverrebbero per difenderli, pur considerandoli come parte di Taiwan.

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