In Ucraina tre grandi multinazionali americane hanno acquistato 17 milioni di ettari di terreni agricoli: 170.000 kmq sono praticamente quasi 1/4 dell’intero Paese (600.000 kmq), ovvero più di mezza Italia, che, quanto a terreni agricoli, ne ha 16,7 milioni di ettari.
Si tratta di Cargill, Dupont (concentrate sui mangimi) e Monsanto-Bayer, formalmente germano-australiana ma di capitale statunitense (attiva soprattutto nell’ambito dei concimi). Successivamente il 5% dei terreni agricoli è stato acquistato dallo Stato cinese.
Tra i principali azionisti di queste tre società ci sono BlackRock (un fondo da 10.000 miliardi di dollari), Vanguard (6.000 miliardi di dollari) e Blackstone (881 miliardi di dollari). A loro volta queste società controllano importanti banche a livello globale e le principali società attive nell’industria bellica.
Il 16 luglio 2021 la Cargill (al soldo dei Rockefeller) è diventata proprietaria del 51% della joint venture Neptune, possessore del terminal più profondo del Mar Nero, Odessa, utilizzato dagli agricoltori ucraini come punto di partenza altamente competitivo sui mercati cerealicoli mondiali. Il Paese infatti è da secoli conosciuto come il “granaio d’Europa” e ospita oltre 32 milioni di ettari di terreni incredibilmente fertili e coltivabili. Nessun Paese europeo è sfruttato così intensamente da aziende straniere. Non a caso è talmente povero da essere considerato quello messo peggio a livello europeo. E questo ancor prima della guerra.
Mangimi e concimi han subìto aumenti considerevoli ben prima del conflitto russo-ucraino, proprio per colpa delle 4 multinazionali che controllano circa il 90% del mercato globale dei cereali: Amber Daniels Midland, Bunge, Cargill e Louis Dreyfus Commodities. Gli stessi nomi controllano il 70% di tutte le materie prime agricole.
Secondo lo studio della ONG Land Matrix, il più delle volte le multinazionali presenti in Ucraina svolgono attività agricole intensive che hanno conseguenze negative per l’ambiente, compresa la contaminazione dell’acqua e del suolo, oltre alla perdita di biodiversità. Secondo un altro studio del 2021 pubblicato da Ecoaction si evidenzia che oltre il 40% di tutti i terreni agricoli in Ucraina è a rischio di diventare infertile, anche per colpa degli OGM.
Speriamo dunque che il Paese perda la guerra. Il cinico Zelensky l’ha già svenduto, anzi aveva previsto di trasformare l’affitto in proprietà proprio nel 2024.
Fonte: https://www.africa-express.info/2022/07/04/lassalto-delle-multinazionali-agroalimentari-ai-fertili-terreni-agricoli-dellucraina-e-al-porto-di-odessa/

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