All’ONU il rappresentante russo Vasilij Nebenzja asfalta i suoi interlocutori come se niente fosse. Come mai siamo così impreparati? Dipende forse dai nostri complessi di superiorità? quelli che ci portano a sottovalutare le capacità del nemico?

Prendiamo p.es. questo semplice scambio di battute. Così ha detto la vicesegretaria generale dell’ONU Rosemary DiCarlo:

“Come ha chiarito il segretario generale, l’elettricità prodotta dalla centrale nucleare di Zaporozhye appartiene all’Ucraina.”

Le ha risposto Nebenzja:

“Abbiamo sentito dire che l’elettricità della centrale nucleare di Zaporozhye appartiene all’Ucraina. Segnaliamo che non abbiamo sentito tali parole dal Segretariato delle Nazioni Unite né in relazione ai beni finanziari russi congelati in Occidente, né in relazione al petrolio siriano, che viene rubato dalle autorità americane, che stanno illegalmente occupando una parte della Siria. Mai sentito!”

Altra frase pungente di Nebenzja:

“Abbiamo prevedibilmente sentito abbastanza mantra sull’aggressione russa. Negli ultimi 200 anni in Occidente non sono apparse altre spiegazioni per i problemi della sicurezza europea, ad eccezione dei riferimenti alle azioni della Russia”.

Ancora una, l’ultima, sulla pretesa di Zelensky di parlare all’ONU in collegamento video per la terza volta, anche se le regole del Consiglio di sicurezza non lo consentono:

“Ancora una volta, per la cronaca e per coloro che cercano di distorcere la nostra posizione, non siamo contrari alla partecipazione di Zelensky, ma la sua partecipazione dovrebbe essere faccia a faccia nella sala del Consiglio di Sicurezza. Queste sono le regole che regolano i lavori del Consiglio. Inoltre si tratta di rispetto per i membri del Consiglio e per il Consiglio in quanto organo. Zelensky ha già parlato due volte tramite collegamento video. Ogni volta abbiamo espresso il nostro atteggiamento negativo nei confronti di questa modalità. I membri occidentali del Consiglio ci hanno assicurato che si tratta di un’eccezione che non costituisce un precedente. Tuttavia la terza volta non è più un’eccezione.”

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