Tutti sanno che la Carta dell’ONU vieta la minaccia e l’uso della forza tra gli Stati (art.2 par.4). Ma in questi giorni non c’è uno statista occidentale o un giornalista che ricordi le eccezioni in cui si può ricorrere a questa regola generale: la legittima difesa individuale e collettiva in caso di attacco armato e le misure coercitive di sicurezza collettiva che possono essere prese o autorizzate dal Consiglio di Sicurezza.

Che significa questo? Semplicemente che non si può escludere a priori il diritto alla legittima difesa. Quando una porzione di territorio di una nazione viene costantemente sottoposta all’uso della forza da parte del governo centrale (p.es. il Donbass, ma di esempi potremmo farne mille), è evidente che quella porzione ha diritto a difendersi, anche cercando un aiuto esterno alla propria nazione. E col concetto di “forza” non bisogna intendere solo quella militare, ma anche qualunque discriminazione assolutamente insopportabile (p.es. vietare l’uso della lingua madre nei luoghi pubblici).

Cioè non c’è bisogno che uno Stato usi la forza (o minacci di usarla) contro un altro Stato per invocare il diritto alla difesa legittima. È sufficiente che uno Stato la usi nei confronti di un proprio territorio, interno ai suoi stessi confini nazionali.

Se non fosse così, l’ONU a che servirebbe? Ha senso che in nome della non ingerenza negli affari interni di uno Stato, l’ONU si astenga dal giudicare negativamente l’uso della forza esercitata da un governo centrale contro una parte dei propri cittadini? Eppure questo, nella sostanza, è proprio quello che l’ONU ha fatto nel conflitto in atto dal 2014 tra Kiev e il Donbass. Questo il motivo per cui diciamo che l’ONU è un organismo che fa gli interessi soltanto dell’occidente.

Si dirà: nell’ONU l’organo che ha la responsabilità primaria di mantenere la pace e la sicurezza internazionale è il Consiglio di Sicurezza. Questo perché qualsiasi decisione riguardante la minaccia o la violazione della pace deve passare sotto l’analisi del Consiglio di Sicurezza.

Ma in questo organo sono soltanto 5 i Paesi che comandano, quelli che han vinto la II guerra mondiale. E ognuno di loro ha il diritto di veto sulle decisioni che possono prendere gli altri. Cioè non si va a maggioranza. Dunque è in grado un organo del genere d’essere operativo in tempo reale quando si verificano situazioni gravemente conflittuali? Se lo è, è soltanto per un caso fortuito. Se poi a creare il conflitto è uno degli stessi 5 Paesi, di sicuro il Consiglio di sicurezza non sarà in grado di prendere alcuna decisione, a prescindere da qualunque votazione in merito possa venir fuori dall’Assemblea generale.

L’Italia quindi non solo dovrebbe uscire dalla NATO, ma, per come sono strutturati, anche dalla UE (perché le nega la sovranità nazionale a tutti i livelli) e dall’ONU (perché è un organismo del tutto inutile).

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