Gli USA intendono trasferire frettolosamente in Paesi dello spazio post-sovietico (in Asia Centrale, nonché in Stati dell’Europa Orientale come Bulgaria, Repubblica Ceca e Paesi Baltici) i programmi criminali di ricerca batteriologica a scopi militari in corso in una trentina di biolaboratori di massima sicurezza controllati in Ucraina dal Pentagono, Metabiota, Black & Veatch e dal Southern Research Institute. Hanno il terrore che la Russia possa squarciare il velo di segretezza che copre queste nuove armi batteriologiche.

Vari Paesi dell’Asia centrale confinano non solo con la Russia, ma anche con Cina e Iran, nemici di vecchia data degli USA. Alcuni di questi Paesi (Tagikistan, Uzbekistan, Kirghizistan e Kazakistan) hanno già una rappresentanza dei Centri statunitensi per il controllo delle malattie.

La cooperazione con gli Stati Uniti nella ricerca biologica è confermata anche in Armenia, e una ricerca su peste, colera, malaria, epatite, coronavirus ed encefalite viene intrapresa in Mongolia. Alcune di queste ricerche sono vietate negli Stati Uniti in quanto costituiscono un grave pericolo batteriologico.

Nei biolaboratori presenti in Ucraina si studiano colera, tularemia, peste, febbre Congo-Crimea, Hantavirus, malattie generalmente inesistenti nel Paese.

Un biolaboratorio è stato trasferito nel 2020 dal Cairo alla base aerea siciliana di Sigonella, geograficamente centrale per i tre comandi che supporta, U.S. Central Command, U.S. European Command e U.S. Africa Command. Ufficialmente i compiti sono sanitari, ma è solo una facciata di comodo.

La base militare è fuori dalla giurisdizione italiana, quindi gli americani fanno quello che vogliono. Nessuno, se non il governo, ha mai saputo niente.

Gli animali che si studiano sono soprattutto gli insetti, concepiti come vettori di agenti patogeni per un tipo di guerra batteriologica o entomologica.

Entomologi, microbiologi e medici di malattie infettive americani sono presenti in Italia, Egitto, Ghana e Gibuti: loro compito è quello di “migliorare la letalità delle nostre forze dispiegate in Europa, Africa e Medio Oriente”. Così ha detto il capo dell’operazione, il capitano Marshall Monteville, sostituito di recente dal capitano Virginia Blackman.

Fonte: https://t.me/breakingnewspost

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