Interessante articolo di John Kaminski (un veterano della Marina americana in congedo), autore di America’s Autopsy Report, una raccolta di suoi saggi.

Esordisce ponendo una domanda al lettore: “Ricordi quanti soldati americani morirono nella prima guerra del Golfo? In televisione all’epoca ti dissero che erano circa 64. Più tardi, quando le agenzie di stampa ricalcolarono il totale, da una varietà di fonti, divenne 146. Ma nel 2002, secondo la Veterans Administration, il bilancio delle vittime era arrivato a 8.013!”.

Praticamente sta dicendo che alle istituzioni governative americane non piace far sapere quanti soldati muoiono (né in che maniera lo sono) nelle tante guerre che creano in varie parti del mondo. Infatti non sono guerre difensive, in cui un qualunque cittadino dovrebbe sentirsi mobilitato a difendere il proprio Paese, ma sono guerre offensive, in cui si vanno a distruggere Paesi altrui.

Poi prosegue, in maniera piuttosto sconcertante: “Sembra che le vere scelte quando ti unisci all’esercito americano siano tra arti mancanti, cancro permanente da sostanze tossiche usate dagli stessi soldati americani (soprattutto uranio impoverito), imparare a uccidere donne e bambini innocenti, farsi somministrare vaccini o antidoti pericolosi, mangiare cibo appena commestibile, usare attrezzature scadenti, avere cure mediche insufficienti (anche quando si ritorna in patria feriti) e un addestramento inadeguato e, se sei una donna, essere violentata dai tuoi stessi commilitoni”.

Forse per questo – aggiunge – “nel nostro esercito la maggior parte dei soldati sono stranieri che si sono arruolati solo per ottenere la cittadinanza”. Oppure vi sono “minoranze e i bianchi della classe operaia, ma anche diciottenni che han bisogno di pagare il college o di ottenere uno stipendio”. Non ci sono i figli delle famiglie benestanti.

Non solo, ma se sei un militare di carriera, con 20 anni di servizio per avere la pensione, rischi di non poterti mai congedare, “perché gli alti funzionari militari insistono sul fatto che non possono permettersi di perdere un personale qualificato”.

In Italia ricordiamo tutti quando i nostri militari si prendevano varie tipologie di tumore per essere stati esposti all’uso dell’uranio impoverito nella guerra in Jugoslavia. E ricordiamo anche con quanta fatica riuscissero a farsi riconoscere queste malattie per ottenere un risarcimento. Ebbene Kaminski dice la stessa cosa: “le strutture militari rifiutano di riconoscere i benefici economici, sostenendo che le malattie erano dovute a una condizione antecedente al servizio militare”. Mentono sapendo di mentire.

Infine, sul piano etico, rileva che ai militari viene insegnato anzitutto a uccidere e di farlo anche nei confronti di persone innocenti, “senza timore di censure”. Molti di questi militari “torneranno a casa e si uniranno alle nostre forze di polizia locali in possesso dello stesso atteggiamento, secondo cui va bene sparare a persone innocenti senza paura delle conseguenze”.

Fonte: https://www.scoop.co.nz/stories/HL0402/S00106/john-kaminski-uncle-sam-wants-you-dead.htm?from-mobile=bottom-link-01

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