In un continente come il nostro, di circa 448 milioni di abitanti, con un PIL di 14.500 miliardi di euro (secondo solo a quello americano), tutti i suoi statisti dovrebbero dire: “Noi non prendiamo ordini dalla NATO, è la NATO che prende ordini dalla UE”.

I nostri statisti (capi di stato e di governo) non hanno il senso della democrazia ma del servilismo nei confronti degli USA, che pur sono soltanto uno dei 30 Paesi della NATO.

Questa guerra russo-ucraina è stata davvero uno spartiacque a livello internazionale, in quanto ha saputo mettere perfettamente in luce quanto la UE svolga una funzione sussidiaria, sul piano politico-militare, nei confronti della pretesa egemonica degli USA. Praticamente l’unico statista a differenziarsi dagli altri è stato l’ungherese Viktor Orbán, il quale ha avuto il coraggio di dire: “le decisioni politiche di Bruxelles contro la Russia sono responsabili dell’aumento dei prezzi dell’energia. Le sanzioni che hanno impoverito gli europei oggi vanno sottoposte a referendum”.

La mancanza di democrazia di tutti gli statisti europei è facilmente riscontrabile anche nel fatto che non hanno saputo affrontare il conflitto ucraino né avvalendosi dell’autorevolezza dell’ONU né proponendo una conferenza internazionale sul problema delle due repubbliche autonomiste del Donbass.

Pur avendo già visto di quali disastri militari sono capaci gli USA e la NATO (di cui uno, quello jugoslavo, compiuto nella stessa Europa), e pur sapendo che per impedire questa guerra non avrebbero mai potuto ottenere il consenso unanime del Consiglio di sicurezza dell’ONU, i nostri statisti non si sono chiesti minimamente il motivo per cui grandi Stati dell’umanità (come Cina, India, Brasile ecc.), che insieme compongono la metà di tutti gli abitanti del pianeta, si siano rifiutati di aderire alle sanzioni contro la Russia.

I nostri statisti hanno manifestato atteggiamenti d’indifferenza, se non di disprezzo, persino nei confronti dell’Assemblea generale dell’ONU, dove è rappresentato quasi tutto il genere umano. Si sono comportati con questo atteggiamento supponente, altezzoso, proprio perché, come gli USA, sono abituati a una visione unipolare del mondo, in cui gli unici davvero a comandare sono gli USA e, in una posizione ancillare, la UE. Di qui l’uso dell’ONU come di un loro strumento politico e propagandistico.

Questa guerra ha messo in luce la pochezza dell’intero occidente, la falsità della sua democrazia, la totale incapacità a difendere il diritto dei popoli alla loro autodeterminazione.

A questo punto diventa insensato persino andare a votare, a meno che non si tratti di un referendum pro o contro le sanzioni antirusse, oppure pro o contro il sostegno finanziario e militare all’Ucraina.

Questa guerra ha messo in luce uno scollamento incredibile tra la volontà popolare e quella delle nostre istituzioni: viaggiano su binari opposti e producono narrative mediatiche antitetiche.

Nessuna democrazia è possibile in Europa se non ci si libera dalla sudditanza nei confronti degli USA e se non si assume il pieno controllo politico e militare di tutte le basi della NATO. Non è possibile che interi pezzi del nostro territorio europeo vadano considerati estranei alla nostra giurisdizione, in quanto gestiti da un Paese straniero. Uno statista che non capisce queste cose elementari della democrazia andrebbe rimosso: è indegno del ruolo che ricopre.

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