Jens Stoltenberg scalpita, è stufo di fare figuracce, vuole chiudere in bellezza il suo mandato.La NATO è pronta a intervenire. Sta cercando solo un buon pretesto. Che sia in Georgia (con una rivoluzione colorata, un colpo di stato, una guerra civile) o in Bessarabia, unendo Romania e Moldavia per prendersi la Transnistria, o lanciando droni dalla Romania per spiare la situazione in Crimea, o facendo attentati terroristici in Russia, o permettendo a Polonia e Lituania di ricostituirsi come impero, dopo essersi presi mezza Ucraina e mezza Bielorussia, o dichiarando la Wagner responsabile dei flussi migratori africani, come fa l’Italia, ormai non fa nessuna differenza.I numeri delle forze operative ci sono, i mezzi stanno arrivando, di tutti i tipi. Anche Scholz vuol essere in prima linea: chissà quali promesse Biden gli ha fatto.Bisogna spingere sull’acceleratore, perché i movimenti pacifisti si stanno svegliando (dopo un anno in cui hanno letteralmente dormito), il crollo finanziario dell’occidente è dietro l’angolo (e, come al solito, le prime avvisaglie si vedono negli USA). Le intese tra Turchia e Siria da un lato, e tra Iran e Arabia Saudita dall’altro, stanno terrorizzando USA e Israele nel Medio Oriente. L’Ucraina, sul piano militare, è al collasso: non sarà in grado di sostenere l’imminente controffensiva russa. Non si deve permettere che sia costretta ad accettare la resa incondizionata. Gerasimov non può dimostrare d’essere il miglior stratega militare del mondo. Anzi l’intero pianeta deve sapere che della forza della NATO si deve aver paura, perché è diventata capace di agire a livello internazionale. Gli alleati possono fidarsi. Una vittoria sulla Russia sarà un segnale inequivocabile per la Cina, che se stringe un’alleanza militare con la Russia, sarà il prossimo obiettivo da colpire.La frustrazione dell’occidente deve finire e, con essa, la percezione che le sanzioni economiche e finanziarie non siano servite assolutamente a nulla, se non a togliere potere al dollaro e all’euro e a ingrandire l’importanza dei BRICS.Ora se non sono le popolazioni ad abbattere i loro propri governi, che ci stanno conducendo a una catastrofe epocale, la democrazia e il socialismo, cioè la libertà e la giustizia, resteranno un miraggio non per i prossimi anni ma per i prossimi secoli. E aggiungiamo anche l’ambientalismo, perché la natura si sta stufando del genere umano.

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