Mi ha fatto ridere Putin quando ha lamentato il fatto che i sistemi politici di molti Paesi occidentali spesso portano alla ribalta persone che hanno un livello di istruzione e di consapevolezza culturale generale piuttosto basso, al punto che a volte non capiscono ciò che dicono e fanno.Mi è subito venuto in mente Di Maio, ex ministro degli Esteri, ma anche Crosetto, ministro alla Difesa. A dir il vero quasi tutti i ministri del governo attuale mostrano di essere incompetenti e persino cinici. In effetti spesso fanno affermazioni senza rendersi conto di ciò che dicono, quando poi non dicono cose chiaramente immorali o antidemocratiche.Ma perché si è creata una situazione così assurda? Il motivo sta nel fatto che nella politica i cittadini han smesso di credere. Dopo il fallimento degli anni ’70, dopo il delitto Moro (voluto anche dal PC di Berlinguer e persino da Paolo VI), dopo il fallimento della politica di Gorbaciov e l’implosione dell’URSS per colpa di quello sciagurato di Eltsin, dopo la fine dei partiti della prima Repubblica con la vicenda giudiziaria di Mani pulite, dopo la grande corruzione dei governi Berlusconi, dopo la grande disillusione provocata dai Cinque stelle, dopo aver visto la grande involuzione di un partito sedicente di centro-sinistra come il PD, neoliberista e guerrafondaio come tutti gli altri, dopo la frantumazione della sinistra radicale, a cosa devono credere gli italiani? È già molto se vanno a votare. L’attuale governo di destra fa semplicemente ribrezzo.Qui o sono gli italiani a insorgere, togliendo al potere centrale l’autorità di cui dispone, oppure aspettiamoci una deriva a favore del militarismo. Ormai è chiaro che il modello della democrazia rappresentativa nazionale non funziona più. Chi viene eletto sembra una scheggia impazzita, che sa soltanto di non poter essere controllato dai suoi elettori. Si sente autorizzato a dire o fare le cose più insensate di questo mondo, che ci possono portare non solo alla bancarotta ma anche a una guerra civile tra ricchi e poveri e persino a una guerra nucleare per fare un favore al governo neonazista di Kiev.

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