Per il diritto internazionale è noto che una guerra di aggressione è intrinsecamente immorale. Sicché i responsabili di uno Stato aggredito hanno il dovere di organizzare la difesa anche usando la forza delle armi. Persino la teologia cattolica, nel suo Catechismo e nella sua Dottrina sociale, sostiene questo principio.
In particolare il Vaticano afferma che “L’uso della forza, per essere lecito, deve rispondere ad alcune condizioni: il danno dell’aggressione sia durevole, grave e certo; tutti i mezzi per porvi fine siano impraticabili o inefficaci; il ricorso alle armi non provochi mali e disordini più gravi”.
Dopodiché l’intellighenzia cattolica ritiene che il caso della guerra russo-ucraina si applica in maniera emblematica alla validità di queste affermazioni.
Ecco un brutto modo di fare etica e di fare politica. Non viene usata la teoria come guida di carattere generale, non vincolante, per capire una situazione complessa, ma viene usata questa situazione per confermare quella teoria. Cioè non si accetta l’idea che una determinata situazione possa smentire o rettificare o anche solo meglio precisare la teoria in qualche suo aspetto, o che la teoria si immerga preventivamente, sino in fondo, nei fatti, per poterli capire adeguatamente. Sarebbe troppo chiedere a un intellettuale cattolico una cosa così semplice. Si preferisce invece fare della teoria un totem da adorare, un dogma intoccabile, dopodiché si piegano, si coartano i fatti per farli corrispondere a ciò che si cela dietro questa teoria.
E qual è il sottostante, il background di quella tesi apparentemente giusta? È l’interesse fazioso (prevalentemente economico e geopolitico) sostenuto da un pregiudizio di fondo: la Russia è un nemico storico dell’occidente, è l’impero del male, è uno Stato canaglia, Putin è un incorreggibile guerrafondaio, l’esercito russo compie crimini contro l’umanità, per cui la russofobia è lecita, così come è lecita qualunque arma per distruggere quella Federazione.
Ecco a cosa è arrivato l’occidente, a dire cose apparentemente giuste secondo un fine totalmente ingiusto. I pellerossa avevano capito subito che gli yankee avevano una lingua biforcuta. Noi in Europa, dopo vari millenni di storia, ancora non l’abbiamo capito.

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